2024_coppelle verticali - Val di Sole Antica

associazione VAL DI SOLE ANTICA
Val di Sole Antica
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NICCHIE INCISE SU DI UNA ROCCIA IN VERTICALE
di Luca Webber
  
Nei boschi sopra la località Plaze (Comune di Mezzana) numerose sono le tracce di generazioni di uomini che con duro lavoro sono riusciti a strappare qualche metro di terra per ricavarne da vivere, erigendo muri a secco e terrapieni.
  
Nelle vicinanze di un incrocio a 3 vie, a quota 1277 m, troviamo un grande masso facente parte integrante di un muro a secco con incise sul lato verticale tre grandi “nicchie” (misure: 13x15 cm prof. 14 cm circa; 18x10 cm; 9x12 cm) e una quarta dubbia molto rovinata dal tempo, di certo tutte opera dell’uomo.
Siamo di fronte a cavità più rare e quindi maggiormente enigmatiche di quelle poste in orizzontale. In Italia abbiamo alcuni esempi di coppelle posizionate in verticale in Piemonte, Val d’Aosta, Sardegna, etc.  Nicchie create palesemente per funzioni diverse da quelle orizzontali. Il che porta gli studiosi a ritenere servissero, il più delle volte, da contenitori rituali per raccogliere acqua o altri liquidi, riti legati alle divinità delle rocce e delle acque, concepite per la fertilità/crescita.
Ovviamente questa tipologia porta a altre e diverse piste interpretative:
  • culto delle acque”. La coppella funge da contenitore della pioggia fecondatrice che irrora la pietra, il liquido esposto ai raggi solari o alla luce della luna genera “energia sacra”. Così, come il menhir ha un significato fallico, la coppella assume un esplicito simbolo femminile, il potere di creare simboleggia la possibilità e l’origine di tutti gli esseri viventi. Vi ricordo che entrando in chiesa è di grande importanza l’atto di segnare la croce intingendo le dita nell’acqua benedetta contenuta in una “vaschetta”, evidente retaggio dell’antica funzione sacrale.
  • carta topografica”. Punti di riferimento per segnare confini, strade o mappe del territorio a indicare insediamenti e fonti d’acqua. Considerata la posizione dominante della roccia possiamo ritenere valida l’ipotesi che le coppelle venissero riempite di grassi vegetali o animali per creare fuochi visibili a grande distanza.
  • culto solare/lunare”. Osservando la disposizione/esposizione delle coppelle, si intuisce una possibile riproduzione del percorso solare o lunare. La grande coppella guarda ogni mattina il sole nascente ad est, mentre le altre cavità man mano si rimpiccioliscono fino a scomparire all’interno della Madre Terra. Teoria valevole anche per la luna che compie il medesimo tracciato fino a scendere nel mondo delle ombre o, come credevano le antiche culture, inseguisse il sole e viceversa. Per gli antichi era palese il collegamento tra i ritmi biologici della terra e le fasi lunari, da sempre collegate alla fertilità femminile e a tutto ciò che nasce e muore.
  • trivio di antiche vie”. Il bivio, nella maggior parte delle civiltà è un luogo dove si incontrano poteri soprannaturali, si aprono porte simboliche che permettono di entrare in contatto con dei, spiriti e morti. Per questo venivano erette pietre, obelischi o altari per porgere offerte con lo scopo di rendere benevolo il destino di colui che percorreva la via. Nel medioevo i crocevia divennero punti di incontro di streghe e demoni, la chiesa emanò decreti di condanna e impose la distruzione di qualsiasi simbolo pagano oppure, dove possibile, lì trasformò in luoghi di culto cristiano. “ut nullus votum facia, aut candelam, vel aliquod munus pro salute sua rogatures alibi deferat, nisi ad ecclesiam domino deo suo” (che nessuno faccia voto, nè porti una candela, o qualunque altro dono, per implorare altrove la propria incolumità, tranne che alla chiesa del suo signore Dio) Concilium Namnetense, canone XX; Nantes, Loire-Atlantique, 658.
Queste sono solo alcune delle ipotesi sul “perché” di questi incavi nella roccia. Del loro effettivo utilizzo non è dato sapere, addirittura abbiamo coppelle incise sulla volta della Grotta di Prinvaux Francia  (vedi foto) ; si segnalano sassi, di media e piccola dimensione detti “mobili”, ricoperti di coppelle sulla superficie curva di cui però ignoriamo si tratti di invocazioni al Dio Sole compiuti da sciamani o riti magico/religiosi attuati dalla popolazione locale.
  
Cavità a dir poco curiose su cui si può ragionare se siano state usate per comunicare con le divinità o con altri uomini, ma inducono gli studiosi a molteplici interrogativi sulle loro funzioni, coppelle completamente differenti da quelle conosciute su cui possiamo solo fare supposizioni più o meno attendibili. Personalmente suggerisco una lettura “semplice” basata sui forti legami materiali/spirituali dell’uomo con la terra, condizione di vita severamente regolata dai ritmi della natura, manifestata in modo simbolico in una religiosità popolare giunta fino a noi dalla notte dei tempi e ancora da “scoprire”.
Di certo tutto questo era qui prima di noi e sarà qui dopo di noi e non ha poi grande importanza stabilire che cosa sia, è parte del grande mistero e mi piace così.

Grazie a Stefano Martinolli per la segnalazione del masso.

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