2019_Deggiano trinità - Val di Sole Antica

Associazione VAL DI SOLE ANTICA
Val di Sole Antica
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Sass de la Preda” e raffigurazione della Trinità a Deggiano
di Luca Webber

Oggi andiamo a vedere il “Sass de la Preda o dell’acqua” a Deggiano. L’enorme roccia si trova poco sopra l’abitato e sfoggia una visuale a dir poco straordinaria sul paese e sulla valle. Nella parte superiore del masso si trova una grande vasca contenente dell’acqua. Non è possibile dire se sia stata opera dell’uomo o della natura, ma l’effetto è notevole. Riguardo questo masso non abbiamo trovato nessun scritto, un anziano incontrato in paese ci racconta: “da giovani si andava a giocare e a bagnarsi sul “Sass de la Preda”.
Continuando abbiamo passeggiato per le vie di Deggiano e visitato la chiesa della Santissima Trinità, consacrata il 1 maggio 1586.
Nella piccola e accogliente chiesa troviamo, sull’altare maggiore del 1620, un dipinto raffigurante la “Madonna incoronata dalla Trinità”. Un’iconografia interessante perché al centro di molti contrasti, terminati con l’essere proibita dalla Chiesa cattolica dopo il Concilio di Trento.
Stuzzicante la prescrizione lasciata dai visitatori pastorali nell'annotazione contenuta negli atti di Trento, ADTn, Atti visitali, 9 b (1917) , c. 129, che riporta: “il Spirito Santo in forma di colomba sii accomodato, et meglio si vegga” (1).
Per nostra fortuna l’ordine non fu mai eseguito.
Direi che adesso è d’obbligo approfondire l’argomento.
Innanzitutto cerchiamo di capire il concetto di “Trinità”.
Per il cristianesimo: la Trinità è la dottrina fondamentale e più importante delle più diffuse chiese cristiane, quali la cattolica e quelle ortodosse, oltre che delle Chiese riformate storiche come quella luterana, quella calvinista e quella anglicana. (wikipedia)
Per il vocabolario Italiano: la condizione, il fatto di essere trino, spec. con riferimento al mistero fondamentale del cristianesimo, l’esistenza in Dio di un’unica natura e tre persone (Padre, Figlio e Spirito Santo). (Treccani)
In definitiva si comprende che Dio è un unica “essenza”, presente in tre figure, distinte tra di loro, ma tutte e tre Dio. Queste tre persone sono: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Ora un sintetico riassunto della storia religiosa della Trinità:
nella religione l’affermazione di trinità indica  l’unità e la distinzione fra Padre, Figlio e Spirito Santo. Dogma, che a partire dal II secolo, a causa dei continui conflitti ecclesiastici e politici, costituì un continuo dilemma teologico tra l’affermazione monoteistica e l’attribuzione della divinità a più di una persona. Un primo chiarimento dogmatico si ebbe inizialmente con la consustanzialità, adottata nel Simbolo di Nicea (325) contro l’arianesimo per indicare l’identità di sostanza del Padre e del Figlio. La tradizione cattolica ha successivamente elaborato l’interpretazione del termine come esprimente identità di sostanza (o natura) pur nella differenza delle tre persone. (Treccani)
La disputa però continuò, aggrovigliandosi sempre più tra dottrine ariane, semiariane e ortodosse, sino al Concilio di Costantinopoli, 381 d.C., che formulò il dogma (Principio fondamentale, verità universale e indiscutibile o affermata come tale: d. filosofici, politici; i d. della scienza; d. giuridico, principio teorico di un istituto giuridico, del quale costituisce il sostrato fondamentale. In partic., nella teologia cattolica, dogma di fede, o assol. dogma, verità soprannaturale contenuta, in modo implicito e esplicito, nella Rivelazione, e proposta dalla Chiesa come verità di fede, oggettiva e immutabile: d. della Trinità; d. dell’Immacolata Concezione; sancire, proclamare un dogma. Per estens.: questo per me è un d., è un d. di fede, ritenere un d., accettare come un d., e sim., di cosa a cui si crede ciecamente e che non si pone in discussione – Treccani) della divinità della terza persona della Trinità, lo Spirito Santo. Nel secondo Concilio di Costantinopoli, 553 d.C., fu emesso il seguente anatema: “Chi non confessa che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo hanno una sola natura o sostanza, una sola virtù e potenza, poiché essi sono Trinità consostanziale, una sola divinità da adorarsi in tre ipostasi, o persone, sia anatema”.
Uno, infatti, è Dio Padre, dal quale sono tutte le cose; uno il signore Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose; uno è lo Spirito Santo, nel quale sono tutte le cose (2)
La questione però non terminò affatto qui.
La stessa iconografia ebbe un avvincente sviluppo: dai primi secoli dell’era cristiana vi furono raffigurazioni della Trinità diciamo neutre: simboli geometrici (triangolo equilatero o inscritto in un cerchio, tre cerchi variamente incrociati). In area Bizantina troviamo il tema dell’etimasia: immagini di un trono vuoto sormontato da una croce.
Proseguendo nel IX sec. si fecce strada la raffigurazione con figura umana tricefala, costituita da un solo corpo con tre teste e la rappresentazione di tre figure umane, aventi fisionomia eguale ma distinte, con le sembianze di Cristo. Tutte progettate nel tentativo di esprimere l'unita di Dio, non rivelandone però con chiarezza il ruolo.
Dalla prima metà del XII sec. appare il Trono di grazia, con Dio Padre che sorregge il figlio crocifisso alla presenza della colomba.
Alla fine del 1500 quest’ultima iconografia viene leggermente modificata con il figlio non più crocefisso ma con il corpo inerte e sostenuto dal Padre.
Ma la storia non finisce qui.
Il concilio di Trento, indetto da Paolo III nel 1545, che si concluse nel 1563, condanna e proibisce la rappresentazione della Trinità antropomorfica (Tendenza ad attribuire aspetto, facoltà e destini umani a figure immaginarie, animali e cose, presente pressoché universalmente tra i popoli primitivi e nel folclore e nel pensiero dei popoli civili. In partic., attribuzione alla divinità di qualità umane, sia fisiche (a. fisico) sia intellettuali e morali (a. psichico, detto anche antropopatia - Treccani). Iconografia ritenuta inappropriata anche da papa Urbano VIII, che nel 1628 condannò il modo di dipingere la Trinità. Nel 1745, papa Benedetto XIV, emana un'enciclica dove definì non appropriate le raffigurazioni della Trinità, condannando la raffigurazione antropomorfica dello Spirito Santo, poiché tre individui perfettamente uguali creano dubbi su chi sia il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, fissando così l'iconografia di Dio e della Trinità e dando il via alla cancellazione sistematica nelle chiese degli affreschi rappresentanti le raffigurazioni tricefali della Trinità.
In conclusione, abbiamo la fortuna di avere in valle una delle rare immagini della Trinità sopravvissute all’impegno profuso dai zelanti “visitatori” nell’ubbidire al dettame della “damnatio memoriae” (propr. «condanna della memoria»). – Condanna, che si decretava in Roma antica in casi gravissimi, per effetto della quale veniva cancellato ogni ricordo (ritratti, iscrizioni) dei personaggi colpiti da un tale decreto - Treccani) sul controllo di luoghi, organizzazioni e simboli, ossia sulla manipolazione della memoria.

Bibliografia particolare:
(1) “Commezzadura Storia – Comunità – Arte” di Udalrico Fantelli – Pietro Podetti – Salvatore Ferrari – 2008 Comune di Commezzadura;
(2) Anatematismi del Secondo Concilio di Costantinopoli (553 d.C.) sui “Tre capitoli“ dei nestoriani – Istruzione Cattolica;
(3) https://www.stilearte.it/uno-e-trino/ ;
Bibliografia generale:
“I decreti del Concilio di Trento“ - Roma 2005 – www.internetsv.info;
“Forme iconologiche della Trinità e loro implicazioni dottrinali” di Felice Rainoldi - Associazione Culturale Ad Fontes;
“Repertorio di iconografia Cristiana Medievale” di M.G. Recanati – Istituto Italiano Edizioni Atlas.

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